Lago di Garda & di Como
UN LAGO CHE SA DI FIORDO DEL GRANDE NORD
ENITFRDE
Lago di Garda & di Como
Ciclismo & Triathlon Ciclismo & Triathlon
35%
Mountain Bike & Downhills Mountain Bike & Downhills
40%
Cicloturismo & E-Bike Cicloturismo & E-Bike
11%

Vacanze per ciclisti a Como, scopri i percorsi bike sul Lago di Garda

Dai picchi montani alle spiagge nel volgere di un istante

A cavallo fra Veneto e Lombardia, si apre lo specchio d’acqua più grande d’Italia.
Percorrendolo da sud, ci imbatteremo dapprima in una zona collinare detta morenica che procedendo in direzione del lago, sembra impennarsi sui lati per diventare piano piano Alpi di imperiosa suggestione.
Laddove la pianura si trasforma in acqua, si è formata un’appendice di terra all’estremità della quale potrete trovare una cittadina meravigliosamente incastonata fra le acque.
Di origine romana questa splendida cittadina si protende nel lago quasi non volesse arrendersi alla dominante azzurra che la circonda.
Il suo castello direttamente a picco sul lago ne sembra la sentinella.
Da qui le vette sulle estremità orientali e occidentali, si ergono sempre più ostinatamente fino a dare a questo lago le sembianze di un magico fiordo d’acqua dolce.
Méta preferita del turismo mittel-europeo che la predilige per le peculiarità e per la varietà di sport che qui si possono praticare, Garda è un connubio inarrivabile di bellezze paesaggistiche e architettoniche senza pari nel nord Italia.
Le montagne che sono prese d’assalto per gli sport invernali, in estate lasciano un innumerevole quantità di km a disposizione per la bici, sia essa da strada o da fuoristrada.
La suggestione del grande nord unita alla mitezza del clima mediterraneo… dove un altro posto così?

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Sfide ciclistiche

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Presolana-Vivione-Crocedomini

Il Passo della Presolana è piacere puro di bici e di mountain bike. L’uno non prescinde dall’altro. La strada è quella che riporta ad avventure e imprese del Giro. Il fuoristrada è quello di ben otto percorsi riservati alle MTB, tracciati con tanto di satellitare GPS dal Gruppo Ciclistico Presolana .
La stazione sciistica del Passo garantisce anche adrenalina pura agli appassionati di downhill che possono contare su un bel numero d’impianti (quelli della stazione sciistica sono ben 5 di risalita, con 2 seggiovie e 3 sciovie, per un totale di 15 chilometri circa di piste da discesa).

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La Presolana Bike Race, tappa dell’Orobie Cup di mountain bike ha contribuito a fare scoprire agli amanti delle ruote grasse questi itinerari. Presolana, Vivione e Crocedomini, sono a tutti gli effetti punti caldi per chi ama avventure e fatiche a due ruote nella bella Val Camonica. E in questi casi si sale.

Crocedomini ha nel nome la fatica da cinque stelle di un’ascesa che parte da Cividate Camuno, a quota 265 m, e raggiunge il Passo a 1892 m, dopo una salita di 22,5 km con pendenza media del 7,2% e massima del 1%.

Il Passo della Presolana si affronta invece dal paese di Dezzo di Scalve e si conquista in circa 8 km divisi in tre settori: il primo è abbastanza pedalabile, dopo 3 km circa, il bivio per l’abitato di Colere immette in una parte più difficile con una segnaletica che indica il 14% di pendenza, non del tutto veritiero, perché le pendenze aumentano ma non così. Non quanto almeno il secondo cartello questa volta sì che il 14% corrisponde a verità e anzi si raggiunge un tratto di pendenza massima al 16%, sino ad una lunga e difficile rampa che termina solo all’arrivo del primo di una serie di tornanti. Nella terza parte della salita l’ascesa sembra più fattibile fino al Passo dove si trova anche il rifugio.

Ci sono poi il Vivione bergamasco, da Boario Terme, più lungo che impegnativo perché su 36 km, e quello bresciano, da Forno Allione, 20 km con pendenza massima al 13%. Per ciclisti ben allenati che si ritrovano poi a commentare questa fatica al rifugio Passo del Vivione.

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Ghisallo

Se sei un appassionato delle due ruote sicuramente avrai sentito parlare del Santuario della Madonna del Ghisallo, protettrice dei ciclisti, e del relativo Museo del ciclismo. Non è un caso, infatti, che chiunque vada in bici sente di dover salire fin qua almeno una volta e fermarsi per lasciare una maglia, una borraccia o anche solo per una piccola preghiera.

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Quella che lega il ciclismo al Ghisallo è una storia lunga, avvincente e ricca di passione. Testimone di entusiasmanti sfide, dal Giro di Lombardia, al Giro d’Italia, alla Coppa Agostoni e al Giro d’Italia donne, il Passo del Ghisallo si trova a quota 754 m slm. E’ raggiungibile da Canzo attraverso la salita “dolce” come una speranza in quanto più facile da scalare senza tornanti e strappi importanti, oppure da Bellagio, ma questo itinerario lo consigliamo ai ciclisti più esperti. In entrambi i casi i chilometri di ascesa saranno circa 10, ma la scalata non vi sembrerà mai così piacevole come il messaggio scalfito nella pietra situata nel salone centrale del Museo: “Omnia Vincit Amor”, l’amore vince tutto.

L’itinerario di vista del Museo dedicato agli uomini e alle donne che hanno usato ed usano la bicicletta nella vita quotidiana e nelle competizioni sportive si snoda lungo cinque aree tematiche. Mentre all’esterno del Santuario troverete il famoso monumento al ciclista. Il vostro portale di riferimento è www.museodelghisallo.it

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Lago di Garda

Sono le strade della Gran fondo Paola Pezzo, indimenticabile olimpionica (due volte) della mtb. Alla veronese di Boscochiesanuova hanno dedicato una gran fondo in mtb che è diventata una classica per cicloamatori frequentatori di itinerari sul Lago di Garda e che si snoda  nel  Gardesanosin dalla sua prima edizione.
Meta di turismo, soprattutto dalla Germania, qui si snodano i tipici itinerari nel Veneto da scoprire in bicicletta che fanno apprezzare particolarmente il clima mite e dolce di questa terra. A misura di bike. Che sul Lago di Garda trova sfogo in ogni modo anche per il cicloturismo facile, quello che affolla tipicamente i bike hotel un po’ tutto l’anno.

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Ce n’è davvero per tutti i gusti: dalle pedalate facili lungo i percorsi del Lago di Garda al divertimento in fuoristrada. Infatti, la Gran fondo Paola Pezzo, propone un lungo Cross Country di circa 39 km e 1.200 metri di dislivello: “un giusto mix di una gara da pianificare ad inizio stagione quando le gambe non sono ancora super allenate” come assicurano gli esperti.

La “Granfondo Città di Garda – Trofeo Paola Pezzo” è anche occasione per trascorrere alcuni giorni in riva al Lago di Garda, una cornice splendida e suggestiva,  molto apprezzata dai turisti “attivi”. Fra questi anche i faticatori del triathlon olimpico, disciplina molto impegnativa, che si ritrovano una volta all’anno – a luglio – ormai da diverse edizioni per la gara della Triplice più affollata del calendario agonistico italiano. Un vero banco di prova molto attraente anche per il pubblico, sempre folto, che può godere di uno evento unico fatto di fatica e di gesti atletici davvero spettacolari.

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Storia e Cultura

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Lombardia patrimonio dell’UNESCO

La Lombardia non è solo una regione ad alta vocazione produttiva e sede di importanti città commerciali, poli industriali e fieristici, ma anche un territorio ricco di storia e cultura, oltre che di interessanti parchi naturali. Le sue antiche tradizioni si riflettono anche nella lunga lista di siti tutelati dall’UNESCO. L’arte e il genio di Leonardo da Vinci sono gli “artefici” del celebre affresco del Cenacolo, tutelato dall’UNESCO insieme alla Chiesa di Santa Maria delle Grazie per la quale venne commissionato al grande artista nel 1495.

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Il secondo importante luogo tutelato dall’Unesco valorizza un patrimonio storico importantissimo come quello della Val Camonica, famosa per le incisioni rupestri, circa 300.000 tuttora perfettamente conservate.
Uniche nel loro genere, sono la testimonianza dell’antica popolazione dei Camuni, insediati in Val Camonicagià 8.000 anni prima di Cristo.

Un’altra importante testimonianza della presenza dell’uomo è rappresentata nella lista dei siti UNESCO della Lombardia dall’insediamento industriale di Crespi d’Adda. Fondato nel 1878 dall’imprenditore tessile Cristoforo Benigno Crespi, è situato sulla sponda sinistra del fiume Adda in località Capriate San Gervasio, e rappresenta un antico villaggio operaio già dotato di importanti strutture come ospedale, centro sportivo e teatro.

Nella lista dei luoghi UNESCO, la Lombardia condivide invece con il vicino Piemonte i Sacri Monti, gruppi di cappelle e altri elementi architettonici realizzati tra la fine del XV e del XVII secolo e dedicati alla fede cristiana.
Dei nove complessivi, la Lombardia ne custodisce due. Si tratta del Sacro Monte del Rosario di Varese e del Sacro Monte della Beata Vergine del Soccorso di Ossuccio, risalenti rispettivamente al 1598 e al 1635.

Potreste iniziare da qui la vostra visita alle meraviglie dell’Unesco in Lombardia, con una sosta nella zona dei Laghi e nella città di Varese, recente sede dei campionati del mondo di ciclismo 2008.

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Enogastronomia

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La Lombardia e il panettone

Il Panettone e’ un dolce di origine antica… nato secondo la tradizine come “pane dei signori” (dal francese pan de ton pane di “tono”).
In realtà affonda le sue radici nell’ambiente popolare dove il suo nome sinificava semplicemente “pane grande”. Era un cibo speciale preparato solo in occasione del Natale.
Il panettone era originariamente un grosso pane, alla preparazione del quale doveva sovrintendere assolutamente il padrone di casa: prima della cottura, doveva incidervi una croce usando un coltello in segno di benedizione. Il grosso pane veniva poi consumato dalla famiglia, solennemente riunita per la tradizionale “cerimonia del Ciocco”.

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La cerimonia delle antiche famiglie milanesi, durante la veglia di Natale, consisteva nel riunirsi attorno al focolare e, il padre o il capo di casa, fattosi il segno della Croce, prendeva un grosso ceppo, solitamente di quercia, lo adagiava nel camino, vi poneva sotto una piccola fascina di ginepro e accendeva il fuoco.

Dopo aver versato il vino in un calice, n’aspergeva le fiamme e dopo averne sorseggiato lui per primo, lo passava poi agli altri membri della famiglia che, a turno, l’assaggiavano. Il padre gettava poi una moneta sul ceppo che divampava e successivamente distribuiva monete ai presenti, infine gli venivano portati tre grandi pani di frumento e, con gesto solenne, ne tagliava solo una piccola parte che veniva riposta e conservata sino al Natale successivo.

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