San Marino & Costa Adriatica
LA VIA PIU' DOLCE CHE COLLEGA IL MARE ALL'APPENNINO
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San Marino & Costa Adriatica
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Vacanze per Ciclisti sulla Costra Adriatica con i migliori itinerari

Le colline dei campioni

La Romagna. Per gli italiani questo non è un semplice nome di una regione dello stivale.
Nell’immaginario collettivo richiama alla mente immagini di vacanze, discoteche e tintarelle, di folklore, di cultura enogastronomica, di mare e di sagre; e ricorda molto anche il cinema che qui con Fellini, ha toccato vette estreme di creatività.
Questa regione per gli italiani è tutto questo e anche di più; è uno stile di vita invidiabile e spensierato unito però ad una creatività e industriosità che non hanno eguali nel paese.
Un saper godersi la vita che ha fatto da polo d’attrazione per i vacanzieri di tutta Europa.
Qui l’offerta è fra le più varie del continente e va dai parchi divertimenti, alle strutture turistiche, in una continuità che occupa tutta la costa.
La varietà delle sue peculiarità, la si riscontra perfino nel continuo mutare dei suoi paesaggi che vanno dal placido mare alla pianura, interrotta da dolci colline che progressivamente e senza che ce ne accorgiamo, sono già montagne.
Gli appennini offrono ogni tipo di sport invernale ed estivo, e per i vostri allenamenti in bicicletta…beh, difficilmente troverete una palestra naturale migliore.
L’essenza dell’Italia passa da qui.
La Romagna, non è una regione, è un’ idea. Scopritela.

Sfide ciclistiche

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Nove Colli

Maggio è Granfondo Nove Colli. E’ scoperta di luoghi mitici per il ciclismo. Per un Territorio che corre lungo i nove colli appunto di Cesenatico, per una delle granfondo più amate dai cicloturisti. Che muove attorno ai bike hotels di Cesenatico e cresce di anno in anno. La “9 colli” è ormai un evento cult.

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Perché è un must? Perché coinvolge in toto il territorio e soprattutto gli hotel di Cesenatico con un Servizio Turismo del Comune ben felice che esistano (e così numerosi) questi speciali “bike hotel di Cesenatico”.
Un evento da big e da vip. Anche Linus, per fare un nome che è… musica soprattutto per le orecchie di chi fa sport: il famoso DJ di Radio Deejay si sta infatti dedicando al ciclismo e gli organizzatori della Nove Colli giurano che pedalerà su queste strade …

Cesenatico, Martorano, Diegaro, Forlimpopoli, Bertinoro, Polenta, FrattaTerme, Meldola, Pieve di Rivoschio, Ciola, Mercato Saraceno, Barbotto, Sogliano e Savignano sul Rubicone, Borghi: sono le località toccate dal percorso nove colli, nome che riporta alle ascese da percorrere.
E’ la Romagna da pedalare: dolce nel paesaggio ma impegnativa quando si sale, e si scollina. Un itinerario “da mal di gambe” con le salite di Polenta, Pieve di Rivoschio, Ciola e Barbotto, salite che “fanno la differenza” in un percorso impegnativo: su 130 km da pedalare il dislivello totale è di 1871 m, circa 50 km di salita e falsopiano.

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San Bartolo

Fra gli itinerari più facili proposti dall’entroterra adriatico, ideali per chi progetta vacanze in bicicletta, ce n’è uno che attraversa Fiorenzuola di Focara (163 m slm, Gradara) e Gabicce Monte (120 m slm, Gabicce Mare), davvero ideale anche per chi inizia ad approcciare il cicloturismo e vuole divertirsi senza fare troppa fatica. La distanza è contenuta, si tratta di 8.25 km e praticamente il dislivello è nullo (quota max-min133 m).

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Si pedala con bici da strada. E’ una sorta di avviamento alla bicicletta per chi fa bike nelle Marche per poi passare alla scoperta dei sentieri del Parco di San Bartolo, una vera e propria palestra per mountain bike che si affaccia in modo spettacolare sul mare.
Il Parco San Bartolo, nel pesarese, insieme con i suoi sentieri, è diventato un punto di ritrovo per tutti gli amanti della mountain bike e per chi ama fare trekking in natura. Il Parco offre oltre 30 km di piste battute e congiunge le Marche con l’Emilia Romagna offrendo spettacolari scorci.

La località turistica di Fiorenzuola di Focara è il punto d’incontro ideale per chi vuole partire dalle due pendici del monte (da Pesaro o all’opposto da Gabicce Mare vicino a Cattolica). A Casteldimezzo i bikers si possono affacciare con le loro ruote grasse da un terrazzo di 10 m a precipizio sul mare: il panorama è decisamente mozzafiato. Da qui si scende al porto della Vallugola passando in una piacevole zona boschiva.

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Verucchio, San Marino, San Leo, Gradara

Le colline romagnole che puntano verso San Marino sono una classica attrazione ciclistica di questa terra. Basta partire da un bike hotel della costa romagnola e puntare verso l’entroterra. Scoprire in bici San Marino è un’esperienza unica. Fra i numerosi itinerari a San Marino c’è quello classico che parte da Rimini e che porta nei territori dell’antica Repubblica di San Marino, piccolo stato indipendente tra la Romagna e le Marche.

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Si parte dal centro storico e si percorre verso la collina la lunga via Covignano, sulla strada dei Casetti e di San Paolo. Il tracciato non è all’acqua di rose perché comprende alcune salite, su e giù fino allo strappo del Ventoso, piuttosto duro, che è già nel territorio di San Marino. Si raggiunge quindi la parte più alta della Repubblica, la città della fortificata caratterizzata dalle tre famose rocche. Al ritorno è consigliato prendere la discesa di Acquaviva che porta a Ponte Verucchio, da qui verso Corpolò, poi la salita di San Paolo e la discesa ai Casetti che punta su Rimini dopo circa 60 km.

Sempre da Rimini, per ciclisti allenati, c’èun itinerario alla scoperta di San Leo, borgo di straordinaria bellezza. Si raggiunge Torre Pedrera, si procede poi per Santarcangelo, Poggio Bemi, Ponte Verucchio, per inserirsi sulla statale 258 e arrivare a Novateltria. Superata l’impegnativa salita di Ponte Baffonì, verso Maiolo e Pugliano, ci si tuffa su San Leo con la sua antichissima Pieve e in alto il grande Forte (1476) dalla cui rupe si domina tutta la vallata. Suggestivo anche il ritorno, con la discesa su Pietracuta, giù nella valle dei Marecchia.

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Pantani scalata del Cippo

Essere ciclista in Romagna significa cimentarsi almeno una volta sulla famosa scalata del Cippo. Che ci riconduce al grande Marco Pantani. Stiamo parlando di una delle salite più difficili di un’apparentemente dolce (per la bicicletta) Romagna. Il test è un vero test, ottima scelta allenante fra tutti i percorsi in bici, un impegno che in realtà è alla portata di tutti perché la parte impegnativa è l’ascesa che culmina a metà dell’itinerario, poi la discesa è quasi un premio.

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La scalata porta al Cippo di Carpegna, a quota 1423 metri slm. La distanza pare quella ideale: 120 km totali. Si parte dal mare, da Riccione, per arrivare in cima dopo 60 km con un dislivello di circa 1600 m. Affascinante la sfida per ciclisti esperti ma anche amatori: dalla movida di Riccione ci si ritrova alla solitaria fatica della salita sul cippo di Monte Carpegna. E poi giù a tutta: il premio appunto.

Per l’amatore e per il professionista è la sfida perfetta: questa salita vive del mito di Marco Pantani che la percorse più volte in allenamento preparando su questa strada alcune delle sue grandi imprese. Non a caso un monumento a lui dedicato insieme con alcuni cartelli lungo l’ascesa segnalano le prestazioni del campione romagnolo. L’emulazione del suo stile e del suo gesto in salita aiuta e stimola tanti appassionati che si impegnano su questo tracciato.

L’itinerario parte da Riccione come detto per muoversi in direzione Morciano di Romagna, poi tocca il bivio in direzione Mercatino Conca, attraversato il quale ci si dirige verso Monte Cerignone. Una salita dura con pendenze anche al 18% che un amatore deve affrontare un po’ allenato. E’ l’ideale giro estivo dopo alcuni mesi di allenamento.

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Monte Conero

Chi ha detto che il litorale adriatico dal Carso al Gargano è piatto e monotono? Di sicuro non chi ha avuto il piacere di scoprire il Monte Conero in bicicletta. Un’avventura cicloturistica bellissima che movimenta di fatto l’apparentemente piatta fascia sabbiosa adriatica. Basta guardarsi alle spalle del mare. Siamo nei pressi di Ancona e qui parte uno degli itinerari più suggestivi di questi luoghi. La riviera del Conero da scoprire in mtb, magari partendo da un bike hotel delle Marche.

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L’avventura può iniziare con un itinerario che attraversa punti panoramici a picco su aperti speroni calcarei e si immerge nella natura di boschi di lecci, pini d’Aleppo, pini domestici, cipressi con piacevolissime radure erbose che si aprono al Pian di Raggetti e momenti di storia e architettura come la scoperta della Chiesa di San Pietro o l’ex convento dei Camaldolesi.
Siamo nel Parco Regionale del Conero, gestito dal Consorzio che ha tracciato una serie di sentieri all’interno del comprensorio protetto, tutti ricchi di valori ambientali.

Uno degli itinerari consigliati, che parte dalla famosa spiaggia di Sirolo, si arrampica ripido sul fianco della montagna e sale partendo dal Ristorante le Cave (170 slm) per finire al Convento dei Camaldolesi (475 m ). E’ un tratto di circa 3 km e supera un dislivello di 305 m, attraverso una vegetazione boschiva caratterizzata da alcuni tornanti a picco sul mare.Dal parcheggio del Convento una strada militare porta alla vetta e al Pian dei Raggetti.

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Storia e Cultura

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Ciclo percorsi tra le città d’arte dell’Emilia Romagna

Esiste un modo alternativo per visitare le città d’arte disseminate in Emilia Romagna. Basta una bici, un gps e una cartina e puoi scoprire centri storici con i loro vicoli, i monumenti, le chiese e i giardini urbani. È un modo semplice, poco impegnativo e adatto anche ai bambini di unire al piacere del movimento il gusto di conoscere il nostro patrimonio storico-artistico. Di solito in città sono segnalati i percorsi principali, mentre appena fuori ci sono percorsi secondari da attraversare sempre in bici, che ti permettono di conoscere centri minori che conservano ugualmente un grande fascino e paesaggi naturali.

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Uno di questi itinerari parte da una delle più belle città d’arte del mondo, Ravenna, conosciuta a livello internazionale per i suoi monumenti dichiarati Patrimonio Unesco, per giungere fino alla costa, più precisamente a Cesenatico (FC), località di mare di grande fascino famosa per il meraviglioso porto canale leonardesco che fa da spartiacque ad una fila di locali e ristorantini caratteristici che si affacciano sul canale. Il tragitto in bici non presenta particolari difficoltà ed è anche molto piacevole.

Lungo i 38,42 chilometri di percorso che da Ravenna giunge alla località balneare, si incontrano vari monumenti architettonici tra cui la Basilica di Sant’Apollinare in Classe, celebre per i suoi mosaici, altra importante testimonianza artistica di Ravenna che puoi ritrovare in altri monumenti come il Mausoleo di Galla Placidia, a poca distanza dalla Basilica di San Vitale. Una volta giunto a Cesenatico puoi ammirare il Museo Galleggiante della Marineria lungo il porto canale, dove sono ormeggiate alcune tipiche imbarcazioni con le caratteristiche vele al terzo su cui sono stampati i simboli delle famiglie di pescatori. Il Museo conta anche una parte a terra, in un edificio situato in via Armellini di fronte alla sezione galleggiante del Museo.

Prima di giungere a destinazione, il percorso passa per Cervia, tranquilla e suggestiva cittadina ravennate, rinomata per le antiche saline da cui fino agli anni ’60 si estraeva manualmente il famoso “oro bianco”, il pregiato sale che oggi viene estratto con un macchinario nella Salina Camillone, l’unica sopravvissuta delle 150 saline un tempo presenti e che davano lavoro alle famiglie nei primi del secolo. Il cicloturismo in Romagna ha radici antiche. La passione per la bici unita all’amore per l’ambiente hanno permesso la nascita di hotel per ciclisti in Emilia Romagna che valorizzano il territorio e ti permettono di conoscere su due ruote città e antichi borghi.

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Italy Bike Hotels in Emilia-Romagna

Le civiltà Etrusca e Romana, le invasioni Longobarda e Franca, l’epoca delle Signorie e il dominio della Chiesa, per citare solo alcuni dei più significativi momenti storici vissuti dall’Emilia Romagna, hanno lasciato sul suo territorio una vasta gamma di testimonianze. A Rimini e nel suo entroterra collinare, dove si aprono due splendide valli: la Valmarecchia e la Valconca, le tracce più significative sono quelle del periodo Romano e del Rinascimento, quando il suo territorio fu comandato dalla Signoria dei Malatesta, una delle più importanti d’Italia.

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A Rimini l’Arco d’Augusto, il più antico degli archi romani superstiti, il ponte di Tiberio, il Tempio Malatestiano e Castel Sigismondo sono fra i monumenti più caratteristici della città. Le cittadine balneari della Riviera Adriatica, fra queste: Cattolica, Riccione e Cesenatico, sono un punto di partenza ideale per fare un tuffo nell’affascinante storia Malatestiana che è ben visibile nei paesini e borghi dell’entroterra. Verucchio (culla dei Malatesta), Montefiore, Montebello e Santarcangelo con le loro Rocche e i paesi fortificati di Mondaino, Saludecio e Montegridolfo sono le mete più ricorrenti degli itinerari turistici.

A pochi Km dalla Riviera è facile sconfinare nell’antica Repubblica di S.Marino e nel Montefeltro, territorio della regione Marche, dove sull’alto di una rupe, svetta il forte di S.Leo. L’Emilia Romagna è famosa anche per le sue stazioni termali, Riolo Terme e Salsomaggiore sono fra le più conosciute. Riolo, situata nella bassa valle del Senio, è un ottimo punto di partenza per visitare i magnifici monumenti Bizantini di Ravenna. Salsomaggiore, situata in una conca ricca di verde tra le prime alture dell’Appennino Parmense, offre lo spunto per interessanti escursioni verso Scipione, Bargone, Vigoleno, caratteristici paesini raccolti attorno ai loro castelli.

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Urbino e le Marche patrimonio dell’UNESCO

Tra le Regioni italiane più interessanti e ricche di luoghi storici e culturali, le Marche offrono al turista un paesaggio particolarmente vario, che si estende dal mare Adriatico alle alte montagne degli Appennini centrali. Il suo territorio include infatti spiagge belle e famose come quelle di Senigallia e Marotta, il promontorio del Conero con il relativo Parco Naturale, le città portuali di Ancona e Ascoli Piceno, il famoso lungomare di San Benedetto del Trontoricco di palme, città sedi di importanti spettacoli culturali come Macerata, il comprensorio sciistico dei Monti Sibillini e un’infinità di borghi medievali, storici e arroccati come Fermo, Montelupone, Potenza Picena, Montecassiano, Osimo, Gradara, San Leo e molti altri.

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Tutto il territorio delle Marche è un’invitante tentazione per ogni ciclista, che qui può pedalare tra la costa adriatica e colline dell’entroterra, percorrendo vallate di rara bellezza che a ogni stagione si presentano con diverse tonalità di colori.
Famose nel mondo anche per l’ottima cucina regionale, che eccelle indistintamente tra piatti di carne o pesce (celebre il brodetto), le Marche sono però conosciute soprattutto per la città di Urbino, tra i siti italiani tutelati dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità.

Ottimo concentrato di storia, arte e cultura, la città ducale di Urbino è infatti il simbolo delle Marche nel mondo. Nel 2008, l’antica città universitaria dominata dal Palazzo Ducale è stata onorata anche dal passaggio del Giro d’Italia, che l’ha scelta come sede di arrivo della cronometro individuale partita dal suo capoluogo Pesaro. Gli Italy Bike Hotels saranno una perfetta base di partenza per esplorare il territorio delle Marche. Interessanti percorsi ciclistici vi permetteranno di attraversare in tutta tranquillità questa Regione dalle mille attrattive e tanto amata dai ciclisti.

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Le Marche hanno vissuto una storia alquanto intricata e frammentata, almeno sino a quando la regione finì sotto il potere temporale della Chiesa. Per questo motivo il suo tessuto artistico, per il gioco dei variegati influssi, mostra fili, tocchi, colori e nodi che lo fanno paragonare ad uno splendido arazzo d’arte. Sul suo territorio troviamo cospicui resti del periodo romanico (sec XI-XIII) e gotico (sec XIII-XV), ma è il Rinascimento a segnare l’apice dell’arte delle Marche.

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L’attività si concentrò in molte località, le testimonianze più importanti le troviamo: ad Urbino, intorno allo splendido palazzo Ducale; a Loreto nella Basilica della S.Casa; a Pesaro nel Palazzo Ducale e nella Rocca; a Jesi nel Palazzo della Signoria; a S.Leo nella Rocca.

Gabicce Mare, posta sul confine con la Romagna, è un punto di partenza ideale per l’entroterra marchigiano: a pochi minuti Gradara, splendido esempio di borgo medioevale tutt’ora cinto da mura merlate ancora percorribili, più in alto la Rocca risalente al XIII sec; percorrendo la splendida strada Panoramica che risale il colle di S.Bartolo, offrendo bellissime vedute sull’Adriatico, si giunge a Pesaro, la patria di Rossini, il cui nucleo antico conserva l’assetto cinquecentesco. Senigallia, bella cittadina rivierasca, conserva la Rocca e il palazzotto Baviera vicino alla Piazza del Duca, non lontana Ancona, il capoluogo, pittorescamente disposta ad anfiteatro sui colli che circondano il porto, conserva molte testimonianze storiche.

A Porto S Giorgio, notevole centro peschereccio, troviamo la Rocca e nei paraggi, raggruppato sopra un colle panoramico, il pittoresco paesetto di Torre di Palme con interessanti resti del XII sec, non troppo lontano Fermo che dall’alto del suo Duomo (XIII sec) offre un magnifico panorama.

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Enogastronomia

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Vini, paste fatte a mano e prodotti tipici

Insieme a mare, spiagge e città d’arte, la cucina tipica rappresenta senza dubbio una tra le attrazioni più irresistibili della Regione Emilia-Romagna. Se infatti a livello più generale la cucina italiana è da sempre “ufficialmente” riconosciuta come la migliore del mondo, tra le tante cucine regionali italianequella dell’Emilia-Romagna è ai primi posti della classifica.

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Pur con varie differenze tra le nove Province, propone da Piacenza a Rimini la “costante” del buon vino.Rossi corposi come il Gutturnio dei colli piacentini o il Sangiovese, “re” della Romagna e “base” di tutti i vini più pregiati, frizzanti come il Lambrusco che spadroneggia tra Modena e Reggio Emilia, bianchi pregiati come il Bosco Eliceo che matura sui lidi ferraresi o la “mitica” Albana secca o dolce delle colline di Forlì e Bertinoro.

Come la cantina, la cucina propone numerose leccornie, dagli affettati (prosciutti, salami, coppe, ciccioli) ai formaggi (parmigiano-reggiano, squacquerone…) ai prodotti di lavorazione del mosto come l’aceto balsamico o la rarissima “saba” romagnola. Tra le tante paste fatte rigorosamente a mano, se i tortellini di Bologna sono conosciuti nel mondo, sfidiamo chiunque ad assaggiare un piatto di cappelletti: più grandi, col ripieno di formaggio… i vincitori assoluti sono loro.

I migliori buongustai discutono unicamente sulla loro miglior “morte” naturale, in brodo o al ragù. Tra le paste tipiche, anche le famose lasagne, i tortelloni ripieni di ricotta e spinaci molto diffusi in collina o i cappellacci con ripieno di zucca, tipici del ferrarese come l’anguilla e il tipico pane a “coppietta”. Originari di Lugo di Romagna, ecco i garganelli, tipica pasta all’uovo “rigata” con un particolare utensile ormai introvabile nella stessa Romagna. Che dire poi dei “mitici” radicchio e bruciatini! O del semplicissimo abbinamento tra formaggio squacquerone e marmellata di fichi…con piadina! Li troverete solo qui!!

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Sangiovese di Romagna

Il Sangiovese e’ un vitigno autoctono, le sue origini della sua denominazione, che in dialetto e’ ‘sanzve’s’, sono state formulate varie ipotesi: tra queste la piu’ fondata e’ quella del glottologo F. Schurr, Tribuno dei vini di Romagna, scomparso qualche anno fa. Secondo lo Schurr la denominazione di tale vitigno deriverebbe da Monte Giove, collina che si trova presso Sant’Angelo di Romagna.

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Tale ipotesi e’ confermata anche da una leggenda locale secondo la quale i frati cap-puccini, che tra le altre cose coltivavano anche la vite, un giorno ospitarono nel loro convento a Sant’Angelo di Romagna, che sorgeva come oggi su di un colle denominato Collis Jovis, un illustre personaggio. Questi, gradi’ moltissimo il vino di loro produzione e ne chiese il nome, mettendo i frati in imbarazzo poich‚ non avevano mai pensato di dargli un nome.

Uno di loro, pero’, prontamente conio’ quello di Sanguis di Jovis. Da Sanguis di Jovis derivo’ la dizione Sangue di Giove che in seguito ad una spontanea contrazione si evolse definitivamente in Sangiovese. Le prime notizie storiche sul vitigno Sangiovese risalgono al 1600. Verso la fine del XVIII secolo, il ‘vino rosso di Romagna’, cosi’ veniva chiamato, si rese popolare come Sangiovese per merito di alcuni poemetti scritti, in occasione di pranzi di nozze, da Pier Maria De’ Minimi e da Jacopo Landoni.

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Il Grana Padano

Il Grana Padano accompagna dall’anno Mille lo sviluppo della cultura e delle tradizioni agro-alimentari, insieme all’evoluzione dell’intera industria lattiero-casearia. Oggi il Grana Padano è il formaggio dop più venduto nel mondo e perciò si pone come punto di riferimento per tutta la filiera, dalla stalla alla distribuzione.

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Non è però solo una grande risorsa economica. Il marchio del Grana Padano tutela una tipicità ed un mondo dove ancora valgono tradizioni e individualità, qualità umane e professionali, stili di vita Il Consorzio per la Tutela del Formaggio Grana Padano, con i controlli e la vigilanza quotidiani su tutti i passaggi dalla stalla al consumo, garantisce ogni giorno il rispetto di quelle regole antiche e la qualità del formaggio che in base ad esse arriva sulle tavole di tutto il mondo.

E con la consapevolezza del valore del prodotto, lo promuove su tutti i mercati, ottenendo una crescita costante del consumo.

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Attività bike in San Marino & Costa Adriatica

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