Attraverso le stupende stradelle del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e della Campigna, passando dall’Eremo di Camaldoli
IL PERCORSO
L’itinerario che proponiamo, nonostante compia un giro piuttosto lungo e impegnativo, può essere percorso da chiunque abbia un minimo di allenamento. All’epoca del percorso, io e il mio amico (di 46 e 59 anni) avevamo non più di 1000 km nelle gambe. Il tempo impiegato è stato di 11 ore, comprese tre soste per rifocillarci e altre più brevi per ammirare i magnifici panorami.
Il punto di partenza – La partenza avviene dal centro di Corniolo.
(I numeri dei tratti seguenti fanno riferimento a quelli della tabella planimetrica).
Tratti 1-2 e 2-3 – Si raggiunge la strada statale del Bidente, che sale verso destra in direzione della Campigna. Dopo un chilometro di discesa ed un altro di salita su asfalto, si prende a sinistra la strada forestale per la foresta della Lama. Il fondo è sterrato, in discesa per poche decine di metri; poi diventa tutta salita, non ripida ma costante, per circa 5.5 km, fino ai 1065 metri di altitudine di Poggio della Serra.
Tratti 3-4 e 4-5 – Dal passo si scende, per strada abbastanza scoscesa, per 4.5 km fino al Ponte alla Sega (646 m); da qui inizia la risalita, non troppo ardua, in condizioni normali di fondo, fino ai 700 m della foresta della Lama. Ho detto ‘in condizioni normali’ in quanto, alla data in cui abbiamo effettuato l’escursione, i primi 3 o 4 km di salita erano ingombri di alberi anche di dimensioni medio/grosse, caduti di traverso sulla strada forestale, probabilmente a causa delle nevicate primaverili. Gli ostacoli non erano stati ancora rimossi per cui, tra scavalcamenti con la bici in spalla, sottopassi di rami e deviazioni, questo tratto si è rivelato alquanto più duro del previsto: lo abbiamo sperimentato personalmente!
Tratti da 5-6 a 7-8 – Si arriva finalmente alla foresta della Lama, da dove si prosegue in leggera ma costante salita fino ai 1171 m del passo dei Lupatti, a circa 17 km dalla Lama; da qui inizia la discesa che, in 3 km di sterrato fino al Cancellino e altri 4 di asfalto, ci conduce a Badia Prataglia (altitudine 835 m, con fontana nelle piazzetta).
Tratti 8-9 e 9-10 – Si riparte subito in salita, asfaltata ma ripida, verso l’Eremo di Camaldoli; dopo 4 km riprende lo sterrato, che ci accompagnerà fino a Passo Fangacci e a Prato alla Penna dove, lasciando a sinistra la strada principale, si prende verso destra la forestale per Poggio Scali (indicazioni ben visibili). In circa 5 km, attraversando Giogghetto-Giogo Seccheta e Passo Porcareccio, si giunge a quota 1500 (massima altitudine del nostro giro), presso la celletta della Madonna del Fuoco sita ai piedi di Poggio Scali, sul quale vale la pena di salire per il panorama vastissimo (sono appena cento metri da fare a piedi).
Tratti da 10-11 a 12-13 – Si riparte, di nuovo quasi sempre in discesa fino ai 1296 m del Passo della Calla; quindi, in circa 5 km di strada asfaltata, si giunge ai 1500 m del Prato dei Fangacci, sotto il Monte Falco; di qui si segue ancora per poche centinaia di metri l’asfalto, che si lascia per prendere a destra la forestale sterrata che porta al rifugio Fontanelle, poco prima del quale si scende ancora verso destra, ricalcando per breve tratto il Sentiero degli Alpini. Da qui in avanti è tutta discesa fino al Valico Tre Faggi, se si esclude un breve ma impegnativo tratto poco prima del passo stesso.
Tratti da 13-14 alla fine – Al valico si prende a destra la strada statale 9/TER per una decina di chilometri di riposante discesa; al bivio per Fiumicello si prende a destra verso questa ultima località, dove ci aspetta la nostra ultima fatica: il Passo della Braccina, alla cui altitudine di 961 m si arriva partendo dai 613 di Fiumicello, dopo circa 5 km di strada sterrata. In cima diamo un ultimo sguardo ai monti che ci sono stati compagni per tutto il giorno; poi ci tuffiamo in discesa, prima sterrata e poi asfaltata, fino a Corniolo, dove ci attende l’auto per il rientro in città… purtroppo!
LE VARIANTI
Variante 1 – Dal Passo la Calla si può scegliere di rientrare subito a Corniolo, seguendo a destra la provinciale che passa per la Campigna.




















