Bagno di Romagna – Foreste Casentinesi – Campigna – KM 45 – 3:30 ORE

Per una giornata, lontani dal mondo

IL PERCORSO
Il punto di partenza – Arrivati in auto a Poggio alla Lastra, si parcheggia davanti alla chiesa, all’ingresso del paese. Quindi si sale in bicicletta, dirigendosi verso monte.
Tratti 1-2 > 2-3 – Dopo essere passati tra le poche case del paese, al primo incrocio si tiene la Sx (dall’altra strada si scenderà al ritorno). Si comincia a scendere; ben presto il fondo diventa sterrato, mantenendosi tale praticamente per tutto il percorso, tranne poco meno di 5 km attorno al Passo dei Mandrioli. Sulla sinistra scorre il Bidente di Pietrapazza, al quale si passa vicinissimi in corrispondenza del Mulino Pontevecchio (o dei Boghi). Da questo punto si sale, per giungere in breve a Ca’ di Veroli, attualmente sede di un’azienda agrituristica.
Tratti 3-4 > 8-9 – Il percorso è a saliscendi; il Bidente ora è a destra e ogni tanto mostra le sue acque color smeraldo. Arrivati a Ponte Faggio, si prosegue diritto, entrando immediatamente nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e della Campigna, non senza essersi fermati per osservare i casolari e il bel ponte in pietra (Trappisa). La salita diventa più impegnativa; superato un casale ottimamente restaurato (Cetoraio) si arriva sul colmo, poi si scende nuovamente per un lungo tratto. Il fondo è discreto ma non tale da permettere una velocità elevata, anche per la presenza di qualche frana. La vegetazione è molto fitta. Si sale ancora leggermente prima di giungere alla chiesa restaurata di Pietrapazza, la cui area merita senz’altro una sosta, sia per dare un’occhiata sia per riposarsi un po’ prima della salita che attende.
Tratti 9-10 > 12-13 – Qui una sbarra chiude il passo ai mezzi motorizzati. Si prosegue lungo una salita abbastanza impegnativa per la pendenza, i tornanti, la lunghezza e l’assenza di ombra: quando si giunge in cima, dopo più di 5 km, si gode meritatamente il bellissimo panorama. Superata la sbarra posta all’inizio della discesa, si giunge velocemente sulla SS 71 dei Mandrioli, un paio di km sotto il passo. Arrivati in cima, a 1175 metri di altitudine (tetto dell’itinerario), si scende velocemente fino a Cancellino, dopo 1,5 km di discesa.
Tratti 13-14 > 14-15 – Qui si lascia l’asfalto, si supera la sbarra e ci si inoltra lungo la sterrata che porta all’interno della foresta del Parco. Ogni descrizione di questo ambiente soccomberebbe di fronte alla visione diretta, per cui non resta che andarci di persona e godere di tanta bellezza, che va centellinata con calma. Si sale dolcemente fino al passo dei Lupatti (1170 m), quindi si affrontano quasi 8 km di discesa a saliscendi, tra una grande varietà di alberi ad alto fusto. All’incirca dopo 31 km dalla partenza si deve girare a destra, verso Casanova dell’Alpe.
Tratti 15-16 > 11-17 – Superata la sbarra, si procede in leggera discesa per 500 m, poi si affronta l’ultima salita della giornata, caratterizzata da bella vista su entrambi i lati; da qui in avanti si è abbastanza vicini all’invaso di Ridracoli, che tuttavia non si riesce mai a vedere. In un paio di km si arriva in cima, dove vale la pena di fermarsi nella piazzola panoramica: guardando attentamente a fondovalle, si scorge la strada sterrata percorsa all’andata.
Tratti 17-18 > 19-20 – Una breve discesa conduce a Casanova dell’Alpe: quattro case, una chiesa e un cimitero, ancora in uno stato di conservazione discreto. Si risale per un breve tratto prima di incontrare il cartello che segna la fine del Parco.

Si procede a continui saliscendi, con aperture panoramiche molto belle ora verso destra, ora verso sinistra.  Tratti 20-21 > 22-fine – Giunti ad una biforcazione, si deve tenere la destra, seguendo l’indicazione per Poggio alla Lastra; a sinistra si andrebbe a Ridracoli paese, subito sotto la diga omonima. Ora la strada scende dolcemente seguendo le sinuosità della montagna, quasi si trattasse di un nastro bianco disteso con cura a mo’ di decorazione. Percorsi 1,6 km, si prosegue diritto, lasciando sulla Dx la sterrata che scende vorticosamente a Strabatenza e Trappisa. Dopo qualche km ci si imbatte nella Fonte del Cinghiale; qui la pendenza aumenta. A destra si aprono ampi scorci sulla valle sottostante, dove si snoda il percorso di andata; si riconosce facilmente Ca’ di Veroli. Poco dopo appaiono, non troppo distanti, le case e la chiesa di Poggio alla Lastra. All’incrocio si gira a sinistra, ritrovando l’asfalto nei 500 metri che mancano per fare ritorno al punto da cui si era partiti.

LE VARIANTI
L’unica variante che abbia significato è quella che, quasi alla fine dell’itinerario, passa per Strabatenza e Trappisa, seguendo la deviazione verso destra al punto 21 della tabella. Alla fine dei tornanti si giunge al Ponte del Faggio già visto all’andata, dove di gira a Sx per tornare a Poggio alla Lastra.