Ravenna – Forlì – Sterrato / Facile / Famiglia / Km 45 / 2,5 ore

Da Ravenna alle porte di Forlì e ritorno, lungo gli argini dei fiumi Ronco e Montone

IL PERCORSO

Il percorso parte dalla Porta Nuova di Ravenna, dove si imbocca Via Cesarea; alla prima rotonda si tiene la sinistra, seguendo le indicazioni per Cesena e Rimini. Arrivati alla seconda rotonda, si prosegue diritto per Via Romea Sud, sempre in direzione Rimini. Dopo poco si arriva sul ponte che attraversa i Fiumi Uniti; il corso d’acqua viene chiamato in tal modo perché poco più a monte i fiumi Ronco e Montone confluiscono in un unico alveo.
Sul ponte bisogna prestare attenzione al piccolo varco presente sul muretto di destra, poco prima del termine del ponte stesso: proprio da lì parte un sentiero che percorre prima l’argine destro dei Fiumi Uniti, poi quello del Ronco. Spesso l’erba è molto alta e arriva quasi a soffocare il passaggio con la bicicletta; in caso di difficoltà (sul sentiero potrebbe esserci anche fango) si può restare sulla strada asfaltata, girando a destra in Via Dismano subito dopo il ponte della Romea, quindi di nuovo a destra in Via 55 Martiri, in direzione Madonna dell’Albero. Comunque sia, si giunge in prossimità del primo ponte sul fiume Ronco, in Via Cella; alla fine del sentiero è presente una sbarra; la si supera e si attraversa Via Cella, per entrare in uno sterrato che prosegue sull’argine destro, passando sotto la Strada Statale 16 Romea. Dopo pochi metri, sulla sinistra, si può osservare una vecchia stele romana, messa in questa posizione nel 1922; sull’altro argine del Ronco corre la Strada Statale 67 Tosco-Romagnola (Via Ravegnana). In questa zona l’alveo del fiume è abbastanza ristretto e i ripiani di mezzo sono coltivati ad orto. In breve si giunge alla chiusa di S. Bartolo, che alimenta il canale Molino; la chiusa è percorribile anche in bici, per chi volesse portarsi sull’altra sponda. Si prosegue sull’argine destro, con vista su campi di grano, granoturco, barbabietole, vigne e frutteti. Dopo quasi 4 km si vedono, sull’altra riva, le case di Ghibullo; qui si attraversa la Strada Provinciale 3 di Gambellara e si prosegue sulla strada sterrata; la vegetazione nell’alveo del Ronco si fa più fitta e selvaggia, con alberi anche di una certa mole.

Il comparire di una lunga fila di pini, sulla sinistra, preannuncia l’arrivo a Coccolia; da qui la strada lungo l’argine proseguirebbe asfaltata fino a Bagnolo, sulla Strada Statale 254 che collega Forlì con Cervia. Il nostro itinerario prosegue invece girando a destra sul ponte, in Via Budria e attraversando la Statale 67 per imboccare la Strada Provinciale 40 (Via Taverna) in direzione di S. Pietro in Trento. Prima del paese si incontra la bella Pieve, mentre dopo, all’incrocio con Via Rampina, si trova la stupenda Villa Ramona, risalente al secolo XV e già appartenuta ai conti Lovatelli. Quindi è un susseguirsi di incroci in direzione Prada; quest’ultimo breve tratto dell’itinerario corre nella Provincia di Forlì, mentre tutto il resto è in quella di Ravenna.
Arrivati al ponte sul fiume Montone (località nota come Passo Vico), si può scegliere tra due sterrate che percorrono entrambi gli argini; noi scegliamo quella sulla sponda sinistra, dal fondo ben ghiaiato; dopo 3 km si giunge in località Chiesuola, il cui campanile è vicinissimo all’argine. Da qui in avanti il fondo non è più cosparso di ghiaia, ma pur sempre ben percorribile, tranne che nei periodi di presenza di fango (in tal caso converrebbe girare a sinistra all’altezza della chiesa, per portarsi sulla strada asfaltata che dapprima corre parallela al fiume e poi conduce fino a S. Pancrazio).

Ancora 2,6 km e si arriva al ponte della Strada Provinciale 5; subito a sinistra si vedono le case di S. Pancrazio, mentre a destra, dopo 200 m, si trova Ragone. Anche qui si può scegliere tra argine destro e sinistro, entrambi percorsi da strade sterrate; in caso di fango è preferibile il lato destro, altrimenti quello sinistro va benissimo. La campagna circostante è abbastanza più bassa, per cui si gode una buona vista sui campi perfettamente coltivati. Dopo meno di 5 km si incrocia la Strada Provinciale 45; se si proseguisse sulla strada asfaltata della sponda sinistra si arriverebbe subito a S. Marco; è preferibile invece attraversare il ponte per portarsi sull’argine destro, dove compaiono i primi orti. Oltrepassata la chiusa di S. Marco, si intravvede la periferia di Ravenna; arrivati all’altezza della Statale Romea, si segue lo sterrato del sottopasso; ancora 1 km e si arriva sulla Via Ravegnana, dove si gira a sinistra sul ponte e quindi subito a destra, in Via Argine Sinistro Fiumi Uniti. Siamo ancora sul fiume Montone, che dopo 200 m confluisce col Ronco. Qui la coltivazione ad orto degli argini è sistematica, con tanto di numero di concessione e nome del titolare. Si arriva così al ponte della Via Romea Sud; girando a sinistra si torna a Porta Nuova, punto da cui si era partiti 45 km prima.

VARIANTI
La campagna ravennate presenta un fitto intreccio di strade asfaltate e sterrate, per cui le varianti all’itinerario possono essere numerose; vediamone solo un paio.
Variante 1
Arrivati al ponte di Ghibullo, si può girare a destra per imboccare, nel paese, la Provinciale 5, agganciando così la via del ritorno in prossimità di Ragone.

Variante 2
Ancora più breve è la variante che passa sempre per Ghibullo, ma prosegue per la Via Ravegnana fino a Longana; qui si gira a sinistra lungo la Provinciale 45, per giungere sul fiume Montone in prossimità di S. Marco.