Prodotti tipici Cucina veneta

Quanto a vini e prodotti tipici, il Veneto è in assoluto tra le Regioni italiane più “ricche”. Dalle Dolomiti del Bellunese alla pianura di Rovigo e Padova, passando per Vicenza, Treviso, il Lago di Garda e la laguna di Venezia, non teme confronti con altre regioni. Sui prati e i pascoli dell’Altopiano di Asiago, il cui comprensorio comprende 7 Comuni tra i 1.000 e i 2.300 metri di altezza, si produce l’omonimo formaggio, tra i più apprezzati a livello internazionale, protetto dal marchio Dop.

 

Ma il Veneto è anche la regione del Prosecco, famoso vino bianco frizzante che nulla ha da invidiare allo spumante e regna sovrano sulle colline di Valdobbiadene e Montebelluna. Altro protagonista assoluto della provincia di Treviso è il radicchio, gustoso come i suoi altrettanto famosi “colleghi” di Verona e Chioggia, sempre a foglia rossa. In caso di una gita a Venezia, i piatti tipici consigliati sono il fegato di maiale, chiamato appunto “alla veneziana” e cucinato con abbondanza di cipolle, e le “sarde in saor”, anch’esse marinate con cipolla e aceto o vino bianco. In tutta la regione potrete trovare ottimi stracotti di somarello, risi e bisi (riso e piselli) e polenta e osei (generalmente quaglie), con la tipica polenta bianca dal sapore più delicato rispetto a quella gialla più comune in altre Regioni.
Se siete di passaggio a Vicenza, qui la tradizione culinaria è famosa per il baccalà, ma anche per i bigoli, grossi spaghetti artigianali tirati al torchio tipici della zona di Bassano del Grappa e conditi con sugo all’anatra. Ma soprattutto per i vini e il pesce di lago, oltre che per l’olio di oliva, è notoriamente famosa la sponda veronese del Lago di Garda. Qui si possono gustare ottimi bicchieri dei vini rossi Bardolino e Valpolicella, ma anche di Teroldego e Merlot. Tipico e gustosissimo, l’olio extravergine del Garda, ottimo per condire i pesci di lago ma non solo. Se volete ordinare un piatto di lasagne, ricordate che qui le chiamano “pasticcio”. E se capitate in inverno, non dimenticate che Verona è la città del Pandoro.

Sonya Argelli